mercoledì 22 ottobre 2014

Il peggiore articolo sulla disoccupazione del 2014 (forse)

Leggo con sdegno una notizia in cui il giornalista, a mio avviso, fornisce delle notizie errate che portano sulla cattiva strada i lettori stessi.
Ovvero i lavoratori attuali avrebbero problemi grazie alla web economy. Il giornalista, se così lo possiamo definire, prende spunto dal caso Instagram, la noa piattaforma di condivisione di fotografie, e messaggi ad esse collegate.

Erroneamente il "professionista" cita 30 milioni di utenti dell'applicazione, ma da altre fonti scopro essi siano 200 milioni, Wikipedia.it  cita 150 milioni nel  settembre 2013 ... già questo errore mi fa capire la dabbenaggine del "giornalista".

Ma la cosa grave è il fatto di raccontare citare che tali piattaforma con soli 13 dipendenti riesca a dare tale servizio, facendo si  che rimangano per strada migliaia di disoccupati. Peccato che si sia dimenticato tutto l'indotto che gira intorno ad un caso simile.

Non cita minimamente che tali dipendenti non lavorano sullo sviluppo dell'applicazione, sia essa web che per smartphone, ma lo facciano altri.
Non cita tutto i lavoratori che girano intorno al mercato dei "telefonini", devices di riferimento di Instagram. E quando mi riferisco ai lavoratori penso a chi:
  • li sviluppa,
  • li produce, 
  • li assembla, 
  • li trasporta, 
  • li immagazzina, 
  • li vende, 
  • li mantiene,
  • li manutiene,
  • ne gestisce la rete di interconnessione,
  • produce le antenne per la loro interconnessione ....
Mi infastidisce il fatto che nell'articolo del grande "giornalista" ci si dimentichi di tali lavoratori (e penso di averne citato qualche milione), che negli anni settanta non avrebbero fatto tale lavoro, ma forse sarebbero stati dei disoccupati,.
Mi infastidisce il fatto che una nota testata giornalistica italiana (forse una delle più diffuse) pubblichi tali notizie, evitando di verificare ciò che pubblica.
Mi infastidisce ancora di più che dei lettori ci caschino, basta leggere in coda all'articolo i commenti dei lettori ... non mi va di andare in giro per social network a scoprire che altre decine di persone ci sono cascate.

Mi domando, perchè oggi continuare a pubblicare tali notizie, quando un uomo qualunque può dedicare qualche minuto a trovare fonti su Internet che ne convalidino la falsità.

Basta mi sono sfogato, era da ieri che pensavo a condividere questa mia idea, da quando ho letto quella cosaccia. 
GRAZIE PER AVERMI ASCOLTATO (LETTO)

AGGIORNAMENTO del 28/10/2014
Il malsano comportamento di repubblica.it continua. Oggi con un nuovo articolo il titolo annuncia 9.000 licenziamenti perchè Lloyds diventa banca digitale. 
Nell'articolo naturalmente questo numero non appare, ma oltre ai tagli stimati viene scritto di un nuov investimento di un miliardo di sterline in tre anni per rafforzare la digitalizzazione. 
Ora mi chiedo, ma quel miliardo di sterline, in posti di lavoro, quanto vale? Il pessimo giornalista di ciò non accenna.