venerdì 10 ottobre 2014

Scrivere mi piace ... e lo dicono anche le ricerche mediche

Da adolescente ero un accanito lettore, tra i miei amici c'era chi voleva fare il giocatore  di calcio, chi il pilota di Formula Uno ... io volevo fare lo scrittore, ma mi vergognavo a dirlo.
Naturalmente non sono diventato uno scrittore, nonostante tutto faccio un lavoro che mi piace. Intorno ai 40 anni, ho meno tempo per leggere i libri (sto ad una decina l'anno) ma ho scoperto i blog, e ho cominciato a scrivere.
In origine pensavo di condividere la mia conoscenza con gli altri, ma la molla che mi spinge a farlo e sopratutto che mi piace, lo faccio principalmente per me, poi vengono gli altri.
Naturalmente se ne vedono i risultati, io sono felice e il mio blog non ha lettori fissi, ma il mio obiettivo lo ho raggiunto lo stesso.
Questa mattina, poi, mi imbatto in questo meraviglioso post, decido che vale la pena di approfondirne le fonti, farne una libera traduzione e condividerlo a mia volta. Conosco qualche persona che potrebbe trarne spunto per avvicinarsi alla felicità.
 
 Da uno studio effettuato una decina di anni fà è emerso che dedicarsi alla scrittura per un oretta a settimana (divisa in diverse sessioni) porta dei benefici fisici e mentali già dopo pochi mesi, si sono notati sostanziali miglioramenti al livello di umore, livello di stress e sintomi depressivi.
Sembra che scrivere di eventi traumatici, stressanti o emozionali faccia da "vaccino" per tali occasioni, si sono notati miglioramenti clinici a livello di pressione e funzionalità epatica.
In un test effettuato un paio di anni fà in Nuova Zelanda,  su una cinquantina di adulti che avevano delle ferite postoperatorie analoghe, è emerso che il sottoinsieme che si era prestato a scrivere della sua esperienza, sia dal punto di vista medico che psicologico, aveva avuto tempi di ripresa lievemente più veloci degli altri. Lo studio ha concluso che scrivere di eventi  angoscianti ha aiutato i partecipanti ha dare un significato agli eventi e ridurne il disagio.
Studi legati a malattie specifiche hanno dimostrato che chi scrive e soffre di asma ha meno attacchi, chi scrive è ha l'AIDS ha un conteggio di linfociti T migliori, chi scrive ed ha un tumore hanno prospettive migliori e una qualità della vita migliore. 
James W. Pennebaker ha scritto che "Quando le persone scrivono di sconvolgimenti emotivi, spesso sperimentano miglioramento della salute. Vanno meno dal medico. Essi hanno cambiamenti nelle funzioni autoimmuni.". Secondo Pennebaker la scrittura espressiva permette alle persone di valutare le loro esperienze, invece di essere ossessionati da essi, concentrandosi così nelle strategie per migliorarsi. Ciò fa diminuire lo stress e migliorare quindi la qualità della vita. Secondo il suo studio lo scrivere, anche un blog o un diario, permette rilascio di dopamina, in una quantità simile a chi suona uno strumento musicale, migliorando a questo punto anche la qualità del sonno, con tutti i benefici che esso porta.

Ora sono soddisfatto, ho scritto, anche se non con una grande libertà espressiva (alla fine ho fatto un'opera di traduzione), mi sono documentato su qualcosa che non conoscevo, ho condiviso il mio sapere ...